Reporters.

For the Italian readers out there: Tony Capuozzo (Italian reporter from Iraq) article, written a few hours before our hostages were freed, on “Il Foglio”:

“Ma se c’è una traccia di umanità
in questa guerra sta nelle lacrime
di Bigley, sta nell’urlo disperato del
sudcoreano, sta nella rassegnazione
impaurita dei nepalesi, sta anche nei
volti che ci sfuggono di centinaia di
volontari che muoiono davanti ai centri
di reclutamento. Cosa sono questi
iracheni sconosciuti, i servi di Bush, i
cosacchi dell’America? O non sono invece
i segni muti di una disperata richiesta
d’aiuto, di una caparbia voglia
di normalità?
Sono volti che il nostro paese di dietrologi
farebbe bene a guardare in faccia,
davanti, per capire dove sta il nazismo
e dove la resistenza, e ricordarlo,
e cercare di non perdere la bussola.
E non perdere una guerra che è anche
una guerra di valori, che potremo
anche non combattere, ma che possiamo
perdere comunque.”

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